| LA
CHIESA
Al
Monastero di Santa Maria dello Spirito Santo
è annessa la Chiesa, ricostruita
dopo il terremoto del 1908 che l’aveva molto danneggiata.
Dagli elementi architettonici rinvenuti durante i lavori
di ricostruzione, iniziati da Padre Annibale, si presume
che la Chiesa doveva conservare fin dalla sua fondazione
la forma planimetrica che è pervenuta fino a noi.
La decorazione in un primo tempo doveva essere molto semplice
e doveva consistere nell’interno di un ordine architettonico
costituito da lesène in pietra calcarea, infatti
sotto l’intonaco sono state trovate alcune basi di
lesène sulla parete interna del muro di prospetto.
Di epoca successiva sono le due cripte
rinvenute sotto il pavimento della chiesa; sono coperte
a volta a tutto sesto, ed alle pareti sono incavate delle
nicchie entro cui venivano fissate in posizione seduta le
salme delle religiose.
Gli
antichi altari furono sostituiti con altri
in marmi policromi riccamente inquadrati in ordini architettonici
tutti diversi per disegno e per materiali.
Quello maggiore, dedicato allo Spirito Santo, era ricco
di marmi e di finissimi intarsi, ma quello che primeggiava,
uscito quasi intatto dalle rovine del terremoto, era l’altare
dedicato al Crocifisso, autentico capolavoro
di architettura, di scultura e di intarsio.
Nel 1992 nella Chiesa di S. Maria dello
Spirito Santo è stata tumulata la Serva di
Dio Madre Maria Nazarena Majone (Graniti, Messina,
1869 – Roma 1939), confondatrice e prima superiora
generale delle Figlie del Divino Zelo.

LA STORIA DEL CROCIFISSO
Dagli
studi svolti da Mauceri sappiamo che alla famiglia dei crocifissai,
chiamata Li Matinati, sviluppatasi verso il 1548 –49,
si attribuisce il Crocifisso che si trova
nella Chiesa di S. Maria dello Spirito Santo annessa al
Monastero. Francesco de Li Matinati il 18 settembre 1520,
su richiesta dell’abbadessa del Monastero, realizza
un Crocifisso per la Chiesa di S. Maria dello Spirito Santo.
Il desiderio dell’abbadessa è che l’immagine
sacra abbia la sua croce – che sia in piedi e con
la testa rivolta in avanti. Deve misurare sette palmi e
il volto deve esprimere bellezza e bontà. Il colore
del viso e del corpo deve essere identico al Crocifisso
della Cattedrale di Messina.
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