All’interno del vecchio Monastero vi è il
CHIOSTRO, unico punto che ha resistito al terremoto del
1908.
Essendo parte integrante e centrale del Monastero, conserva
tutte le caratteristiche dell’antica epoca. La sua
origine risale al XIII secolo ed anticamente era
abitato da eremiti.
La sua esistenza è venuta alla luce in seguito a
lavori di restauro eseguiti in reparti attigui e, oggi,
dopo aver portato alla luce le sue vere caratteristiche,
nascoste da vecchi intonaci, rimane la parte più
importante da mostrare ai visitatori, insieme ai vari dipinti
che in esso si trovano .
PROFILO STORICO DELL’ANTICO
CHIOSTRO
PRESENTE NELL’ISTITUTO SPIRITO SANTO
IN M E S S I N A
Le origini del Chiostro, annesso al vecchio Monastero
di S.Maria dello Spirito Santo, risalgono al 5 novembre
1291 ad opera della nobile vedova Francesca
Boccapicciola che, volendosi ritirare in solitudine,
fondò
la congregazione delle Monache che chiamò Cistercensi dal
nome dell’Abate Cistercense di S. Maria di Roccamadore
che si trovava nella zona di Tremestieri. Da alcune ricerche
fatte risulta che è stato abitato da eremiti che
vivevano in solitudine in piccole cellette, dette CAMERELLE (una
via dei dintorni ne ha preso il nome) come risulta
da alcune carte topografiche del novecento dove, nei
pressi del Monastero è evidenziata la “VIA
CAMERELLE“
infatti il Monastero veniva costruito fuori le mura della
città, in un luogo silenzioso.
Quando le Monache abbandonarono il
Monastero, venne utilizzato per alloggiare
soldati e sfrattati che agendo da veri vandali, lo ridussero in uno stato
pietoso, distruggendo tutto: cucina
– pavimenti - vetri – porte e finestre scardinate – pavimenti
smossi - ecc…
Il Sacerdote messinese, Annibale Di Francia, reduce del lavoro di bonifica
del malfamato quartiere Avignone, nel 1895, dopo tante e ripetute richieste
al Comune di Messina, preoccupato com’era di dare un tetto ai tanti poveri
e orfani che raccoglieva in città, lo ottenne in enfiteusi e, avendolo
trovato nelle condizioni descritte, dovette rimboccarsi le maniche per dare all’ambiente
un aspetto alquanto accogliente sia dal punto di vista igienico che strutturale.
Nel
dicembre del 1965 in Via Faranda, angolo via Merli
e Malvizi ( presso la Chiesa dello Spirito Santo ) sono
state trovate ceramiche romane e ceramiche
greche del IV
e V secolo A . C. Sembra, quindi che il sito, dove il
Monastero è stato costruito può essere di interesse
archeologico.
Nei mesi di agosto e settembre dello stesso anno , nell’isolato
162 di Via S. Marta sono state trovate ceramiche dello
stile GRATHIA di necropoli classica ed ellenistica,
resti di ricche tombe e blocchi squadrati di calcare,
ormai prive di tracce di corredo.
Il CHIOSTRO è stato scoperto nel 1998
durante lavori di restauro eseguiti nella zona adiacente
e racchiude gioielli di storia e di arte, insieme alle cripte
conservate intatte sotto il pavimento della
Chiesa annessa al vecchio Monastero.
LA CAPPELLA
All’interno del Monastero vi è anche la cappella,
luogo di preghiera e di raccoglimento dove sono custodite
le tredici lampade d’argento acquistate
dal Padre Annibale con ognuna il nome di una delle vittime
del terremoto di Messina del 1908 (quattro suore e nove
postulanti ) che giornalmente a turno ardono dinanzi a Gesù
Sacramentato .