15 LUGLIO 2002

VERSO “NUOVI CIELI E NUOVE TERRE“


Quaranta sono stati i giorni reali nella terra boliviana ed io ho continuato ad essere missionaria camminatrice, cercando sempre più il mio Dio; a sentirmi povera, felice, fragile, inquieta, disarmata, piccola, ma Chiesa. Mi sono sentita amata da Dio e dagli uomini, al punto da sorprendermi nell’esclamare continuamente: “che cosa è l’uomo perché ti ricordi di lui, il figlio dell’uomo perché tu ne abbia cura?"

 

Oggi posso riaffermare che la piena maturità cristiana, l’unzione della nostra vita avviene quando evangelizziamo i poveri come fece Cristo.
Giungendo a Santa Cruz, ho avuto la sensazione di lasciare alle spalle una vita dinamica e frenetica ed essere assorbita d’improvviso da un’immensa pace e silenzio; ho avvertito il cinguettio di uccelli dai colori meravigliosi, l’abbaiare dei cani, il tubare dei colombi… il sibilare del vento e il volteggiare della polvere, il sole cocente e la pioggia umile e silenziosa.

Lungo le strade la gente mesta e compassionevole saluta e chiede pietà; un popolo bruciato dal sole, capelli che danzano al vento, senza volto, baracche senza porte e senza finestre, un popolo senza terra e senza casa ma che ha nel cuore la speranza e la gloria del Signore che ama e protegge.

Ho colto che cosa il popolo boliviano pensi di noi… Condividendo e attingendo alla loro ricca tradizione e ai riti religiosi: il saluto, il corteo, le danze, le feste, le celebrazioni, ho percepito che i religiosi sono per loro: “ ….Avete lasciato la vostra terra , le vostre famiglie per seguire Dio che vi attende qui a Santa Cruz…. siete per noi padre e madre".

Ho avuto modo di incontrare molti volontari: religiosi e laici impegnati con un cuore semplice, ricco d’allegria e pronto a donare cercando l’ultimo, il misero, l’escluso….

Santa Cruz è un paese di contrasti. La natura è affascinante ricca di verde, di alberi caratteristici.


Al centro della città la differenza tra ricchi e poveri è evidente: da una parte si trovano quartieri eleganti con ville, giardini, alberi pregiati e servitù – dall’altra “i poveri più ricchi“ con casette prefabbricate di una o due stanze in cui vivono anche otto, dieci persone, dotate di acqua ed elettricità. I tantissimi , “I POVERI TRA I POVERI“ non hanno nulla – vivono in baracche con lamiere, plastica, cartoni…. Non hanno acqua, nè luce, predomina la sporcizia e una squallida miseria. La vita in questi posti è breve, la gente sembra segnata e flagellata dalla storia, dal clima, dalla catastrofe dalle malattie.

Auguro a tutti coloro che leggeranno queste confidenze di incontrare la grandezza di Dio nei piccoli e nei poveri e continuare a vivere la vita nella lode e nel ringraziamento.

Suor Angela Viscanti

 

 

 
 


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