16 maggio 2004

ANNIBALE MARIA DI FRANCIA
S A N T O

Per i poveri di pane
Per i poveri di Dio

La Chiesa ha proclamato Santo (Roma, 16 maggio 2004) l'apostolo della preghiera per le vocazioni, il padre degli orfani e dei poveri: Annibale Maria Di Francia, intercessore per i poveri di pane e per i poveri di Dio, per l'uomo senza vocazione.

Egli accostò il suo cuore al Cuore di Cristo, compassionevole davanti alle folle abbandonate, e gli nacque nell'anima una sete mai placata, un anelito di salvezza universale, il desiderio di sacerdoti e apostoli numerosi e santi per la missione della Chiesa. Alla limitatezza delle sue forze, egli trovò una via d'uscita " ampia, immensa " nelle parole del Signore : "Pregate (rogate) dunque il Padrone della messe, che mandi gli Operai nella sua messe" (Mt 9,38).

Dal carisma del " Rogate ", viva sorgente, nacquero le opere di carità : Istituti educativi, scuole, laboratori, cenacoli di preghiera per le vocazioni. Oggi recano nel mondo il lieto messaggio di speranza le Figlie del Divino Zelo e i Rogazionisti, nonché le molteplici associazioni laicali del " Rogate ".

La Chiesa guarda al Padre Annibale come a colui che ha aperto una nuova via di santità e l'invoca per le folle del nostro tempo non ancora raggiunte dall'annuncio del Regno di Dio.

SANT'ANNIBALE

I figli e le figlie di Padre Annibale: Sacerdoti e Suore, fanno a gara per rendere omaggio al loro Fondatore e Padre che tanto si prodigò per la crescita delle sue opere, quelle opere per cui diede tutto se stesso fin da quando il cieco Zancone gli indicò la strada.

E' stato scritto di Lui: Annibale è il Santo che capì Dio. Non sui libri, non nei dibattiti salottieri lo capì.Gesù fu il suo libro, la rivelazione del disegno d'amore che carezza le creature della terra, i bambini delle nostre case senza distinzione di razza, di censo, di stato sociale..Porgeva ascolto alla voce del Maestro divino, da lui prendeva lezione sulla vita, sul mondo. In ginocchio, davanti all'Ostia raggiante, meditava e pregava: più capiva Dio, più capiva l'uomo e gli cresceva il desiderio di fare della vita un dono...

In ginocchio, riusciva al Santo messinese di vedere più lontano degli esperti di statistiche e di proiezioni sociologiche. Misurava lo smarrimento dei valori e ci vedeva a monte l'uomo senza vocazione, osservava gli altari deserti e denunciava il sacerdote svuotato di autentiche motivazioni vocazionali. Gli cresceva allora più forte in cuore l'assillo di un rimedio, e lo trovava ampio nel divino comando del R O G A T E.

Di esso si faceva primo esecutore nella Chiesa moderna. Incarnava con audacia il calco evangelico del " buon operaio della mistica messe " .

La vita è illuminata da un scroscio di luce dall'alto. Una preghiera, quella del ROGATE, fatta " coi gemiti del cuore", come diceva lui,capace di convertire l'uomo e disporlo ad accogliere il disegno divino.

ROMA: Insieme a lui il suo amico " Luigi Orione " ed altri quattro


Roma, Piazza San Pietro

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

 


 

 
 


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