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Messina 30 maggio
2001
In occasione del 150°
anniversario della nascita di Padre Annibale
L’istituto scolastico Canonico Annibale
Maria Di Francia di Messina
PRESENTA
Annibale: un Papà Speciale
Viene
rappresentato l’inizio dell’opera di redenzione
di Padre Annibale al quartiere Avignone. L’incontro
con il finto cieco Zancone, che gli apre la strada del suo
lungo andare per riscattare quel rione di terra maledetta
e dimenticato da tutti.
Per Annibale non basta dare la sua moneta a quel finto cieco,
capisce che è da quell’incontro che deve partire
e dice alla mamma:“ lasciami andare, Dio ha bisogno
di me, mi chiama a seguirlo con la vocazione della vita”
Gente scoraggiata trova attorno a lui, bambini sporchi, laceri,
affamati, donne che litigano, uomini che a vederlo si beffano
di lui…Annibale non si ferma e preso da grande amore
paterno esclama:
io l’amo i miei bambini
Ei per me sono
Il più caro ideal della mia vita.
Li strappai dall’oblio, dall’abbandono,
spinto nel cuore da una speranza ardita….
La
sua carità è contestata , i suoi poveri vengono
arrestati dalla polizia che non permette l’accattonaggio.
Annibale si batte in loro difesa e così scrive al direttore
del giornale:
da un anno assistiamo ad una specie di caccia ai poveri.
Inesorabili questurini spiano i passi di questi miseri, siano
pure vecchi, storpi, cadenti, infermi, inabili al lavoro;
e appena uno ne vedono lo acchiappano e lo traducono in Pretura:
il giudice lo trova reo di lesa pace cittadina, e lo condanna
alla carcerazione da uno a sei mesi…..
Ma, di grazia : qual è il delitto di questo infelice?
Si può , senza nessunissima colpa, applicare una pena?
Esiste in nazione alcuna, questo codice penale?…. Se
per il povero è delitto chiedere l’elemosina,
allora è del pari un complice chi la fa, a cominciare
da me, dal Questore e dai giudici, i quali tutti, essendo
uomini, abbiamo dovuto sentire più volte nella nostra
vita la compassione per i poverelli e abbiamo dovuto soccorrerli
con qualche obolo.
L’articolo
di Padre Annibale in difesa dei poveri viene commentato per
le vie di Messina, sono tante le riflessioni che si fanno.
Senti cosa afferma: dicono, dopo aver letto il giornale :
“Se la povertà fosse un delitto, se il povero
fosse lo stesso che un malfattore, perché Colui che
venne al mondo per insegnarci ad amarci gli uni gli altri,
volle abbracciare la povertà, e protesse i poveri?“.
Padre Annibale sa come arrivare al cuore degli uomini ,
perché egli stesso ha un cuore grande e tratta ognuno
di quei poveri come fossero principi, baroni, duchi…è
proprio un padre per tutti quegli infelici che vedendosi da
lui accettati, protetti , difesi e aiutati dicono “Chista
è a casa du Patri Francia, cu arriva si setta e mancia“

La rappresentazione si chiude con il seguente messaggio
Annibale Maria Di Francia
È stato nella sua vita terrena,
senz’ombra di dubbio,
un buon papà
per gli orfani, per i poveri.
Il suo segreto? la sua forza?
La sua formula magica : Rogate!
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