Saluto
della Madre Generale, Madre M. Diodata Guerrera
Prima
di fare una brevissima riflessione porgo il mio saluto a tutte
le Autorità civili e religiose qui presenti, alle Consorelle,
ai Confratelli, agli Amici e Benefattori tutti.
Il teatro “ Annibale Di Francia ”
è giunto al suo completamento: porta in sé decine
di anni di storia e di lavori, così come avviene per
i grandi capolavori che giungono con fatica al loro compimento.
Si erge al suo posto naturale, accanto alle opere religiose
e socio-educative del Beato Annibale, nel suo quartiere generale
di sacrificio e carità verso Messina e il mondo intero.
Nell’esperienza terrena di Padre Annibale noi riconosciamo
la profondità della sua vita spirituale, la temerarietà
di una vita consumata nella carità, nella passione
per l’uomo e nella realizzazione della sua vocazione
personale. E’ su questi fondamenti che è costruito
tutto il resto della sua vita, così come il suo impegno
verso le “arti belle”
che secondo il suo pensiero “legano il cuore
alla verità e al bene” (AR 826),
perché “dirette a Dio”
(AR 903).
Possiamo considerare il “Teatro Annibale Di Francia
” come il tempio della comunicazione artistica, complementare
al tempio della comunicazione divina rappresentato dalla Chiesa
dello Spirito Santo e della comunicazione educativa nei quali
Padre Annibale ha sviluppato il suo carisma, il Rogate. Quindi,
per lui e per l’intera famiglia rogazionista, l’arte,
in tutte le sue manifestazioni, è un valore integrativo
nella formazione dell’uomo, di qualsiasi uomo,
anche del più debole ed indifeso.
Messina conosce bene la storia del Quartiere Avignone
e sa che appena riscattate le prime Casette, subito una è
stata trasformata in Cappella e una per sala di catechismo
dove i bambini hanno cominciato a fare anche le prove della
prima banda musicale; in quelle stesse casette
e nelle strade attigue si è cominciato anche ad inscenare
rappresentazioni teatrali, drammi e spettacoli aperti a tutta
la cittadinanza. E così, da sempre, nella pedagogia
rogazionista del riscatto umano e della promozione sociale,
il Teatro occupa una posizione centrale.
Oggi noi siamo di fronte ad una istituzione teatrale che
ha delle radici proprie per “attrarre molti al bene”
(AR 826) nella contemplazione e nell’ascolto del bello
e del sublime, per “lasciare” così come
scrive Padre Annibale “il pubblico contento e ammirato”
(AR 835) perché le arti “mentre moralizzano,
dilettano, piacciono o commuovono” (AR 839).
Ora noi, Figlie del Divino Zelo, rendendo
lode al Signore con gioia e con lo stesso intento di Padre
Annibale, offriamo alla città di Messina (e non solo
alla città di Messina) questo luogo.
La mia attenzione va rivolta, ora, al grande violinista
istriano Uto Ughi accompagnato da un’orchestra
di archi.
Non sto qui a sottolineare lo straordinario talento del Maestro
Uto Ughi perché da tutti noto; considerato tra i maggiori
violinisti del nostro tempo, egli non limita i suoi interessi
alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale
del nostro Paese ed il suo impegno è volto soprattutto
alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. A Lui
il nostro grazie.
Ringrazio,
anche, Madre M. Ferdinanda, Superiora di
questa Comunità religiosa, per il coraggio che ha dimostrato
nel portare a termine, nonostante le diverse difficoltà
incontrate, quest’opera che a buon diritto si può
considerare un’altro fiore all’occhiello di questa
nostra città.
Il mio ringraziamento va, inoltre, all’Architetto
Antonio Galeano che non solo ha progettato, ma ha
anche diretto i lavori di questo Teatro curando ogni particolare
ed ogni spazio perché tutto riuscisse perfetto. In
tutto questo Egli ha veramente dimostrato serietà e
competenza.
Un sentito grazie, infine, a tutte le Maestranze, a tutti
gli operai e a quanti hanno collaborato con ogni mezzo perché
questo Teatro non rimanesse solo un sogno ma diventasse questa
realtà che noi oggi possiamo ammirare,e di cui pensiamo
gioire e lodare il Signore.
Buon ascolto.
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I
GIORNALI NE PARLANO:
Uto Ughi inaugura auditorium ristrutturato
Nell’occasione del battesimo del nuovo spazio
musicale, il maestro Ughi sarà accompagnato da un'orchestra
di archi dei Filarmonici di Roma.

Il teatro, dedicato all’illustre Fondatore “
Padre Annibale M. Di Francia ”, situato nei pressi della
casa madre, accanto alla Chiesa di S. Maria dello Spirito
Santo - è una struttura finalizzata alla fruizione
della musica da camera. Dopo un saluto della Madre Generale
Diodata Guerrera, è stato inaugurato con un concerto
che ha visto protagonista il violinista Uto Ughi,
accompagnato dai Filarmonici di Roma.
E’ stata una “due giorni“ intensa e briosa,
quella svoltasi al Teatro “Annibale Di Francia“,
sabato 10 e domenica 11 maggio, che ha visto come protagonisti
alcuni tra i migliori artisti musicisti messinesi: occasione
giusta perché la città dello Stretto, dopo l’inaugurazione
ufficiale affidata al grande Uto Ughi, in qualche modo facesse
propria la nuova “sala acustica dinamica“.
L’interessante iniziativa, organizzata dall’
“Accademia Filarmonica“ in collaborazione con
la “Filarmonica Laudamo“ e l’Associazione
Musicale “Vincenzo Bellini“ nell’ambito
della “settimana della cultura“
promossa in tutta Italia dal Ministero per i Beni e le Attività
culturali, ha proposto tanti diversi momenti di musica cameristica
e di danza.
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