MESSINA - 9 MAGGIO 2003

INAUGURAZIONE TEATRO “ANNIBALE DI FRANCIA“


Saluto della Madre Generale, Madre M. Diodata Guerrera

Prima di fare una brevissima riflessione porgo il mio saluto a tutte le Autorità civili e religiose qui presenti, alle Consorelle, ai Confratelli, agli Amici e Benefattori tutti.
Il teatro “ Annibale Di Francia ” è giunto al suo completamento: porta in sé decine di anni di storia e di lavori, così come avviene per i grandi capolavori che giungono con fatica al loro compimento. Si erge al suo posto naturale, accanto alle opere religiose e socio-educative del Beato Annibale, nel suo quartiere generale di sacrificio e carità verso Messina e il mondo intero.

Nell’esperienza terrena di Padre Annibale noi riconosciamo la profondità della sua vita spirituale, la temerarietà di una vita consumata nella carità, nella passione per l’uomo e nella realizzazione della sua vocazione personale. E’ su questi fondamenti che è costruito tutto il resto della sua vita, così come il suo impegno verso le “arti belle” che secondo il suo pensiero “legano il cuore alla verità e al bene” (AR 826), perché “dirette a Dio” (AR 903).
Possiamo considerare il “Teatro Annibale Di Francia ” come il tempio della comunicazione artistica, complementare al tempio della comunicazione divina rappresentato dalla Chiesa dello Spirito Santo e della comunicazione educativa nei quali Padre Annibale ha sviluppato il suo carisma, il Rogate. Quindi, per lui e per l’intera famiglia rogazionista, l’arte, in tutte le sue manifestazioni, è un valore integrativo nella formazione dell’uomo, di qualsiasi uomo, anche del più debole ed indifeso.

Messina conosce bene la storia del Quartiere Avignone e sa che appena riscattate le prime Casette, subito una è stata trasformata in Cappella e una per sala di catechismo dove i bambini hanno cominciato a fare anche le prove della prima banda musicale; in quelle stesse casette e nelle strade attigue si è cominciato anche ad inscenare rappresentazioni teatrali, drammi e spettacoli aperti a tutta la cittadinanza. E così, da sempre, nella pedagogia rogazionista del riscatto umano e della promozione sociale, il Teatro occupa una posizione centrale.

   

Oggi noi siamo di fronte ad una istituzione teatrale che ha delle radici proprie per “attrarre molti al bene” (AR 826) nella contemplazione e nell’ascolto del bello e del sublime, per “lasciare” così come scrive Padre Annibale “il pubblico contento e ammirato” (AR 835) perché le arti “mentre moralizzano, dilettano, piacciono o commuovono” (AR 839).

Ora noi, Figlie del Divino Zelo, rendendo lode al Signore con gioia e con lo stesso intento di Padre Annibale, offriamo alla città di Messina (e non solo alla città di Messina) questo luogo.

La mia attenzione va rivolta, ora, al grande violinista istriano Uto Ughi accompagnato da un’orchestra di archi.
Non sto qui a sottolineare lo straordinario talento del Maestro Uto Ughi perché da tutti noto; considerato tra i maggiori violinisti del nostro tempo, egli non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del nostro Paese ed il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. A Lui il nostro grazie.

Ringrazio, anche, Madre M. Ferdinanda, Superiora di questa Comunità religiosa, per il coraggio che ha dimostrato nel portare a termine, nonostante le diverse difficoltà incontrate, quest’opera che a buon diritto si può considerare un’altro fiore all’occhiello di questa nostra città.

Il mio ringraziamento va, inoltre, all’Architetto Antonio Galeano che non solo ha progettato, ma ha anche diretto i lavori di questo Teatro curando ogni particolare ed ogni spazio perché tutto riuscisse perfetto. In tutto questo Egli ha veramente dimostrato serietà e competenza.
Un sentito grazie, infine, a tutte le Maestranze, a tutti gli operai e a quanti hanno collaborato con ogni mezzo perché questo Teatro non rimanesse solo un sogno ma diventasse questa realtà che noi oggi possiamo ammirare,e di cui pensiamo gioire e lodare il Signore.
Buon ascolto.


I GIORNALI NE PARLANO:
Uto Ughi inaugura auditorium ristrutturato

Nell’occasione del battesimo del nuovo spazio musicale, il maestro Ughi sarà accompagnato da un'orchestra di archi dei Filarmonici di Roma.

Il teatro, dedicato all’illustre Fondatore “ Padre Annibale M. Di Francia ”, situato nei pressi della casa madre, accanto alla Chiesa di S. Maria dello Spirito Santo - è una struttura finalizzata alla fruizione della musica da camera. Dopo un saluto della Madre Generale Diodata Guerrera, è stato inaugurato con un concerto che ha visto protagonista il violinista Uto Ughi, accompagnato dai Filarmonici di Roma.

E’ stata una “due giorni“ intensa e briosa, quella svoltasi al Teatro “Annibale Di Francia“, sabato 10 e domenica 11 maggio, che ha visto come protagonisti alcuni tra i migliori artisti musicisti messinesi: occasione giusta perché la città dello Stretto, dopo l’inaugurazione ufficiale affidata al grande Uto Ughi, in qualche modo facesse propria la nuova “sala acustica dinamica“.

L’interessante iniziativa, organizzata dall’ “Accademia Filarmonica“ in collaborazione con la “Filarmonica Laudamo“ e l’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini“ nell’ambito della “settimana della cultura“ promossa in tutta Italia dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha proposto tanti diversi momenti di musica cameristica e di danza.


 

 
 


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