| LE
ORIGINI A MESSINA
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LA CITTA’
La sua collocazione, a poca distanza dalla punta
nord-orientale dell’isola, la costituisce come
“ Porta della Sicilia “.
Il suo nome mitico è “Zancle“,
che significa falce, dalla forma del suo porto naturale.
Fondata dai pirati Calcidesi nel VII° secolo a.C.
divenne in seguito colonia della Magna Grecia.
Attraverso i secoli la città fu provata da
diverse calamità naturali : peste – carestie
– il terremoto del 1783 , il colera nel 1887
e infine il terremoto del 1908 ( 28 dicembre ) in
cui perirono 70.000 persone.
E’ in questa città che il giorno 5 luglio
del 1851 il Beato Annibale M. Di Francia
ebbe i natali e si adoperò come sacerdote ,
come fondatore e come operatore di carità e
divulgatore del carisma del Rogate, fonte ispiratrice
di tutta la sua vita di apostolo.
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Le origini della Congregazione delle Figlie del
Divino Zelo partono dalla costante e coraggiosa
sofferenza di Padre Annibale, che pensa di formare una sua
comunità di religiose a cui affidare le bambine e
ci riesce, aiutato dalla donazione coraggiosa di alcune
giovani che attratte dal suo ideale decidono di seguirlo,
anche se Padre Annibale non può offrire loro se non
lavoro continuo e tanta miseria.
Maria Majone, la ragazza
proveniente da Graniti , colei che sarà la prima
Superiora Generale della Congregazione, insieme all’amica
Carmela D’Amore, è quella
che accanto a Padre Annibale e da lui incoraggiata, andrà
avanti donandosi pienamente e con coraggio senza mai volgersi
indietro.

Madre Nazarena Majone |

Madre Carmela D'Amore |
A Padre Annibale è riservato anche
il compito della formazione religiosa delle giovani che
spontaneamente si affiancano a lui … deve formare
delle vere madri dal cuore generoso, buono, affettuoso,
capace di dare ai piccoli tutto l’amore e la comprensione
che non avevano mai avuto.
"La Vocazione religiosa, vedi che grazia!"
diceva, "è segno di predestinazione
che non viene data a tutti. Dopo il santo battesimo, è
la grazia più grande che Dio possa fare ad un anima…."
E le giovani, nutrite da questi sentimenti usciti dal cuore
del loro Padre spirituale, andavano avanti con santo entusiasmo
e con sempre rinnovato coraggio nell’affrontare l’incerto
domani, sicure che il Buon Dio non si sarebbe mai dimenticato
della nascente opera.
Le preoccupazioni per il Fondatore sono sempre
in agguato. Gli viene dato ordine di lasciare immediatamente
il palazzo Brunaccini che aveva preso in affitto per dare
una casa ai suoi bambini raccolti e alle Suore .. ma dove
andare ! La fiducia in Dio è ciò che ha di
più caro , non l’abbandona mai. Fa subito domanda
al Comune di Messina perché si provveda.. ”Non
si può permettere, diceva il Padre che tante piccole
bambine bisognose vengano gettate sul lastrico”, l’autorità
municipale deve prendere un provvedimento, è affidato
ad essa il decoro della città, ad essa spetta di
custodirlo… Dopo tante insistenze ottiene di occupare
temporaneamente, una parte del vecchio Monastero dello Spirito
Santo.

Padre Annibale non perde tempo, dà
subito ordine alla sua fedele Suor Nazarena Majone di prendere
dodici ragazze e andare subito a prendere possesso. Si accampano
nella vecchia portineria sia perché le condizioni
del monastero erano inabitabili e sia perché una
famiglia, malgrado le ingiunzioni del comune, occupava la
parte migliore del Monastero e non voleva neppure andare
via.
Madre Nazarena rivisse i giorni più
difficili di Avignone; l’ex Monastero era in uno stato
indescrivibile; dovunque regnava il sudiciume e gli inevitabili
insetti che in questo prosperavano!
“Ma la giovane Suora non perse tempo, aggredì
la situazione e con le dodici orfane lavorò, pulì,
trasformò. Con l’audacia delle anime ricche
di fede, mobilitò un numero imprecisato di muratori,
imbianchini, falegnami… da costituire un cantiere…
Così lentamente, via via che i locali erano pronti,
la Comunità si trasferiva dal palazzo Brunaccini
allo Spirito Santo, come un alveare che sciama e si aggrappa
fiducioso ad un albero pieno di fiori. “
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