E' il Sacerdote messinese che per imitare il suo Gesù, vero Padre dei poveri, si cala in una realtà fuori del normale per redimere un angolo di Messina, sua città natale, dove nessuno aveva mai osato mettere piede.

Le nobili origini del suo casato non lo fermano ...
E' deciso ad andare avanti e tanto da riuscire, dopo tante sofferenze e umiliazioni a dare un volto alla sua creatura, il "Quartiere Avignone" di Messina, cresciuta con l'aiuto di Dio e fortemente da lui riscattata.

L’incontro fortuito con un finto cieco chiamato Zancone, diventa la chiave di lettura di tutto il suo operato: “ Verrò a trovarti “! …e Padre Annibale sente immediatamente il bisogno di annunciare il Vangelo e di aiutare quegli esseri a riscoprire la propria dignità di figli di Dio. Si cala senza esitazione in quel campo di lavoro da cui non sa forse nemmeno da dove incominciare...

La sua più grande preoccupazione è quella di salvare i giovani, le fanciulle, i bambini, le "PERLE DETERSE", come lui stesso si esprime in versi, che vivono nel continuo pericolo, raccolte dal loto ad una ad una ...

 

LA PRIMA VISITA

Le povere casette di Avignone
Provarono un sussulto di allegria.
Li assicurava tutti il buon Zancone
Che l’aveva incontrato per la via.

E si chiamava Annibale quel prete
Che mise primo il piede in Avignone;
tra tanta gente lungo la parete
cercò pietoso il viso di Zancone.

Lasciò a tutti un sorriso e in ogni volto
Vide come rinascere la vita:
sentì d’amare quel terreno incolto
"spinto nel cor da una speranza ardita"…

Così Annibale resta "mignunaru"
Ed ogni sera dentro le casette
C’era un po’ più di pane e di danaro
Ed un lumino sulle finestrette….

( P. Giuseppe Lagati )

E' così che nasce nel grande cuore di Padre Annibale, il bisogno urgente di un valido aiuto per portare avanti la sua piccola, grande opera di bene. Lo trova nella donazione coraggiosa, anche se sofferta, di alcune giovani che, attratte dal suo grande ideale, offrono se stesse per intraprendere insieme a lui il sacrificio dell'opera iniziale, con tutto quello che comporta ...


Quartiere Avignone

Da questi inizi, difficili ed incerti, nasce la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo, che ha come prima Madre e guida Suor M. Nazarena Majone, la creatura dalle origini semplici proveniente da Graniti, in provincia di Messina, insieme alla sua compagna Carmela D'Amore.

A soli 17 anni intuisce la necessità di pregare per le vocazioni e qualche tempo dopo scopre il comando evangelico di Gesù : “Pregate il Padrone della messe che mandi operai alla sua messe“ : (Mt 9,38 – Lc 10 – 2), un comando che Padre Annibale recepisce e sposa in pieno facendone il carisma suo e delle Congregazioni da Lui fondate, le Figlie del Divino Zelo del Cuore di Gesù e i Rogazionisti del Cuore di Gesù.

La sua missione è quella del buon Samaritano che si china sull’uomo malcapitato di ogni tempo per ungere le sue ferite con il balsamo della carità. Non il “ buon samaritano di turno” o di passaggio , ma il padre e l’amico dei poveri “a tempo pieno”. Egli non attende di incrociare , ma raggiunge il fratello che soffre, gli si accosta con premura per curare le sue piaghe di oggi e prevenire quelle di domani. “Fa tutto il possibile per aiutarlo“ al presente, e si preoccupa oltre misura del suo futuro.
Lo stesso Padre Annibale racconta ...

Padre Annibale amo’ “ S F I D A R E “ la divina Provvidenza, rischiando in prima persona e lottando , come Giacobbe con l’Angelo, finchè il buon Dio non gli avesse accordato le sue benedizioni.

Tante le difficoltà , altrettante le incomprensioni , ma , fermamente convinto che è Dio a piantare e non l’uomo, continua imperterrito la sua Opera che si è trovata in un vortice di tribolazioni ed è stata cento volte presso a morire prima di nascere.

A vegliare sull’Opera, Maria, la Madre del cielo. A Lei si affidò fin dall’inizio, e all’imperversare della tempesta a Lei sempre si rivolse, facendo suoi i versi dell’Arici :

Come Te vide il peregrin per via
Sgombrare i nembi ad un girar di ciglio,
Madre, a salvar la navicella mia
Dammi consiglio!

Padre AnnibalePadre Annibale era un cliente assiduo e affezionato della “banca non - profit“ della divina Provvidenza. Sfumata quasi subito la piccola rendita prodotta dal suo patrimonio familiare per colpa (o per merito ?) di troppi poveri, non gli rimase che affidarsi alla Provvidenza. Alle sue Suore diceva che l’opera è nata con la santa missione di dare, avendo detto Gesù : Per uno che darete, vi sarà dato il centuplo e la vita eterna.

Dedito al risanamento di quel pezzo di terra maledetta, da quel lontano 1878, Padre Annibale dilatava già il suo cuore di padre perché, negli anni e nei secoli a venire, tanti altri suoi figli vi potessero trovare accoglienza e ristoro.
Il suo spirito missionario , irrefrenabile , decollava proprio da quel pezzo di terra , indissolubilmente legato al divino rogate che costituisce l’ispirato carisma e l’intelligente strategia rogazionista.

Muore il primo giugno del 1927 a Fiumara Guardia, dove, ormai stanco e ammalato, si era ritirato per consiglio dei medici, consolato dalla celeste visione dell’apparizione della Madonna bambina.
Egli stesso, nel 1869, a 18 anni, aveva predetto, in versi, il luogo ove sarebbe morto.

Il 20 ottobre dell’anno 1990 in Piazza S. Pietro a Roma , dal Santo Padre Giovanni Paolo secondo, viene proclamato B E A T O .

In occasione del 150° anniversario della nascita del beato Annibale Maria di Francia, avvenuta a Messina il 5 luglio 1851, è stata celebrata una Santa Messa solenne di ringraziamento al Signore nella Cattedrale di Messina.

Si riporta l'OMELIA DEL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO (dal sito del Vaticano).

 

 
 


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