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PADRE ANNIBALE E SANT’ ANTONIO
La
devozione a Sant’Antonio di Padova
ha avuto un ruolo centrale nella storia del nostro Istituto.
Il 13 giugno del 1901, Padre Annibale dichiara il Santo di
Padova ”Insigne benefattore della pia opera degli interessi
del Cuore di Gesù “.
Tra le pratiche di pietà dell’Opera hanno sempre
avuto significativa importanza le feste a lui dedicate: quelle
del 13 giugno, preparata con una tredicina
di preghiere, e quella della sacra lingua il 15 febbraio.
Dagli scritti del Beato Annibale si rileva
la sua grande gratitudine verso questo Santo.
“Quando a Lui non pensavamo, dice il Padre, sant’Antonio
ci ha fatto uscire al largo, ci ha ottenuto incremento sempre
crescente, aiuti spirituali e temporali di ogni maniera e
continui, e grazie belle, difficili e inaspettate e sempre
nuova stabilità alle case.
Io, figliole carissime, che ho portato per molti anni
il peso degli stenti eccezionali e delle sterili fatiche dell’Opera,
sento una profonda gratitudine verso questo nostro
amatissimo e dolcissimo Santo, come dovete sentirla
anche voi."
LA STORIA DEL PANE DI SANT’ ANTONIO
RACCONTATA DA PADRE ANNIBALE
“Appena
finito il colera, il che fu nel mese di ottobre di quell’anno
1887, un giorno viene da me un giovane e, da parte di una
persona sconosciuta (per allora), mi dà lire 60 per
comprare pane per gli orfanelli ad onore di sant’Antonio
di Padova. Non nascondo che questa specifica mi fece un po’
di impressione, perché mai fino allora avevo inteso
questa espressione accompagnata da una elemosina“.
Questa testimonianza del nostro Padre Fondatore ci mostra
l’inizio di quel fiume di provvidenza divina che Sant’Antonio
ha riversato sulle Opere da lui fondate.
E…nella prefazione al suo libretto sul pane di sant’Antonio
scrive:
“Ora io propongo a tutti i buoni cattolici che
ogni qualvolta hanno bisogno di qualche grazia, o spirituale
o temporale, si rivolgano a sant’Antonio di Padova,
che è chiamato il Santo dei Miracoli, e gli promettano
una qualche quantità di pane, quanto ognuno crede,
per gli orfanelli e per i poveri, che io devo alimentare.
Se non ottengono la grazia non danno il promesso pane, ma
se il glorioso taumaturgo loro concede i desiderati favori,
mantengano la parola, portando al mio Orfanotrofio la promessa
quantità di pane, la quale può anche portarsi
in denaro“.
Padre Annibale, sempre riconoscente verso tutti coloro che
beneficano i suoi protetti: i bambini, i poveri (perseguitati
solo perché chiedono l’elemosina) sente il bisogno
di pregare il Santo e, perché ascolti le preghiere
dei suoi devoti, introduce nei suoi Istituti la fervente preghiera
quotidiana per intercedere le grazie a tutte le persone che
ne hanno bisogno e che promettono il pane per i suoi poveri.

Sant’Antonio, per Padre Annibale, diventa così
il primo alleato delle sue opere, alleanza lasciata ai suoi
figli e che dura tutt’oggi, perché… “I
POVERI, dice il Vangelo, LI AVRETE SEMPRE CON VOI “
- E la preghiera continua, insieme alla diffusione della buona
stampa, con tipografie attrezzate e a larga tiratura.
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