PADRE ANNIBALE E DON ORIONE


Don Luigi Orione, in visita al Quartiere Avignone, posa con Padre Annibale M Di Francia per la foto ricordo.
Don Orione, parlando di lui, soleva ripetere ai Messinesi:
"Conoscete il santo che avete nella vostra città?"



Al Can. A. M. Di Francia, attento alle iniziative importanti nel campo della carità, erano giunte notizie delle opere apostoliche di Don Orione, giovane sacerdote piemontese.
Da quel momento ebbe tanto desiderio di conoscerlo e gli indirizzò una lettera con la quale plaudendo alla sua Opera gli chiedeva di fargli conoscere quando sarebbe passato da Messina per vederlo di presenza e abbracciarlo in Gesù, diletto dei nostri cuori. Era l'anno 1900.

Dovevano passare ben nove anni prima che avessero la Gioia di incontrarsi.
E l'occasione fu data dal terremoto Di Messina.
Don Orione venne a Messina il 14 Gennaio del 1909. Egli era mandato dal Papa Pio X per organizzare i primi soccorsi ai terremotati.

Dopo alcuni mesi Don Orione venne nominato, per accordo tra Pio X e l'Arcivescovo di Messina, Mons. D'Arrigo, Vicario Generale della Diocesi, carica che tenne sino al febbraio del 1912.
Per questa nomina il Can. Di Francia gli indirizzò una lettera nella quale esprimeva la sua gioia e la sua profonda stima.

Quando nel giugno del 1927 Don Orione apprese la morte del Canonico messinese , inviò al suo successore P. Vitale un telegramma nel quale tra l'altro diceva:

"Urge affrettare causa beatificazione padre Di Francia. Sarà grande monumento che Arcivescovo alzerà al cuore di Messina ed edificazione clero Sicilia Italia".

UN MESSAGGIO PER L'ITALIA

A far incontrare Don Orione e Padre Annibale fu il terribile terremoto che, alle 5,20 del mattino del 28 dicembre 1908, scotendo la terra per 37 secondi, lasciò tra le macerie di Messina e Reggio Calabria circa 80.000 morti.

Don Orione raggiunse subito le zone sinistrate. A Messina, città del dolore, incontrò il Canonico Annibale Maria Di Francia. Uniti da stima e amicizia, salvarono tanta gente dalla disperazione, diedero un futuro a tanti orfani, organizzarono la solidarietà di tante persone generose.

Don Orione, poi nominato Vicario Generale della diocesi su espresso suggerimento di Pio X, incontrò resistenze e avversità; subì anche un attentato. Al suo fianco, a consigliarlo e difenderlo dalla malevolenza di profittatori indegni, c'era, quale «angelo custode», Padre Annibale Di Francia.
Dalle macerie del disastroso terremoto lanciarono un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud dell'Italia.

Oggi, a cento anni di distanza, di nuovo insieme, i due santi Fondatori vengono proclamati «Santi» e lanciano un messaggio civile e pastorale per l'Italia d'oggi.

L'unità d'Italia - ancora così fragile e contestata tanto al Nord come al Sud, al tempo dei due Protagonisti - è stata fatta anche da Santi come Padre Annibale Di Francia e Don Luigi Orione.

Quello che mancava, per fare l 'unità, era la fraternità, che dell'unità è vero e insostituibile fondamento; una fraternità non idealistica o pietistica, ma coniugata con il rispetto delle culture, con la solidarietà, con la pazienza prima e la promozione poi delle diversità.

Don Orione, fondatore di una congregazione ancora agli inizi lasciò tutto, compresi i pregiudizi popolari e sociologici che alimentavano un assurdo razzismo tra Nord e Sud, e dal Piemonte scese in Sicilia e là si fermò tre anni; patì sulla sua pelle i pregiudizi presenti anche nel mondo cattolico e tra il clero, ma amò quella gente e diede una testimonianza di fraternità che rimarrà indelebile.

Padre Annibale Maria Di Francia, per una superiore sintonia spirituale, strinse amicizia con quel «prete settentrionale», lo consigliò e lo difese anche a costo di essere trattato lui come un estraneo dai suoi stessi concittadini; sorprendentemente prestò una ingente somma perché quel prete del Nord, povero, comprasse una casa a Bra, in quel Piemonte che in Sicilia era ancora visto come usurpatore e profittatore.

Padre Annibale Di Francia e Don Luigi Orione, hanno mostrato che la fraternità, premessa di ogni vera e duratura unità sociale, ha le sue radici nella superiore Paternità di Dio, adorato nell'anima e amato nei fratelli.

Non sarà questo il messaggio che Sant'Annibale Maria Di Francia e San Luigi Orione, lanciano all'Italia d'oggi, nella quale si torna a parlare di «salvaguardia dell'unità nazionale», all'Europa, che stenta a «riconoscere le radici cristiane della sua civiltà», e al mondo, che «ha bisogno di un supplemento d'anima per diventare casa comune»?


 

 
 


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