UN
MESSAGGIO PER L'ITALIA
A far incontrare Don Orione e Padre Annibale fu
il terribile terremoto che, alle 5,20 del mattino
del 28 dicembre 1908, scotendo la terra per 37 secondi,
lasciò tra le macerie di Messina e Reggio
Calabria circa 80.000 morti.
Don Orione raggiunse
subito le zone sinistrate. A Messina, città del
dolore, incontrò il Canonico Annibale Maria
Di Francia. Uniti da stima e amicizia, salvarono
tanta gente dalla disperazione, diedero un futuro
a tanti orfani, organizzarono la solidarietà di
tante persone generose.
Don Orione, poi nominato
Vicario Generale della diocesi su espresso
suggerimento di Pio X, incontrò resistenze
e avversità;
subì anche un attentato. Al suo fianco,
a consigliarlo e difenderlo dalla malevolenza
di profittatori indegni, c'era, quale «angelo
custode», Padre Annibale Di Francia.
Dalle macerie del disastroso terremoto lanciarono
un ponte di solidarietà tra il Nord e
il Sud dell'Italia.
Oggi, a cento anni di distanza, di nuovo insieme,
i due santi Fondatori vengono proclamati «Santi» e
lanciano un messaggio civile e pastorale per l'Italia
d'oggi.
L'unità d'Italia - ancora così fragile
e contestata tanto al Nord come al Sud, al tempo
dei due Protagonisti - è stata fatta anche
da Santi come Padre Annibale Di Francia e Don Luigi
Orione.
Quello che mancava, per fare l 'unità, era
la fraternità, che dell'unità è vero
e insostituibile fondamento; una fraternità non
idealistica o pietistica, ma coniugata con il rispetto
delle culture, con la solidarietà, con la
pazienza prima e la promozione poi delle diversità.
Don Orione, fondatore di una congregazione ancora
agli inizi lasciò tutto, compresi i pregiudizi
popolari e sociologici che alimentavano un assurdo
razzismo tra Nord e Sud, e dal Piemonte scese
in Sicilia e là si fermò tre anni;
patì sulla sua pelle i pregiudizi presenti
anche nel mondo cattolico e tra il clero, ma amò quella
gente e diede una testimonianza di fraternità che
rimarrà indelebile.
Padre Annibale Maria Di Francia, per una superiore
sintonia spirituale, strinse amicizia con quel «prete
settentrionale», lo consigliò e lo difese
anche a costo di essere trattato lui come un estraneo
dai suoi stessi concittadini; sorprendentemente prestò una
ingente somma perché quel prete del Nord,
povero, comprasse una casa a Bra, in quel Piemonte
che in Sicilia era ancora visto come usurpatore
e profittatore.
Padre Annibale Di Francia e Don Luigi Orione,
hanno mostrato che la fraternità, premessa
di ogni vera e duratura unità sociale, ha
le sue radici nella superiore Paternità di
Dio, adorato nell'anima e amato nei fratelli.
Non sarà questo il messaggio che Sant'Annibale
Maria Di Francia e San Luigi Orione, lanciano
all'Italia d'oggi, nella quale si torna a parlare
di «salvaguardia dell'unità nazionale»,
all'Europa, che stenta a «riconoscere
le radici cristiane della sua civiltà»,
e al mondo, che «ha bisogno di un supplemento
d'anima per diventare casa comune»? |