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MADRE NAZARENA MAJONE
IL GENIO DELLA
SUA FEMMINILITA’
( di Marisa Calvino )
Coraggio e timore
Madre Nazarena si rende protagonista nell’ottobre
del 1889 di una scelta importantissima: la sequela di Cristo
attraverso l’istituto del padre Annibale di Francia.
“ L’Opera era nel suo primitivo inizio:.. allora
più che mai c’è bisogno di anime generose,
che con fede e santo coraggio, vogliono accorrere per immolarsi
alla Divina gloria, a divenire piccole pietre fondamentali
della grande fabbrica che l’Onnipotente braccio dell’Altissimo
vuole innalzare. Facile scelta è quella di un Ordine
religioso già formato, nel quale una vocata va a consacrarsi
al Signore. Ma chieder l’ingresso in una congregazione
nascente che ancora non è che uno sforzo, un tentativo,
uno slancio di fede, un desiderio ardente e un intreccio di
enorme difficoltà, questa è vocazione singolare,
generosa, inapprezzabile “…..
Colpisce la straordinarietà di una scelta scandalosa
come quella della giovane Nazarena che rinuncia a tutti gli
affetti familiari e anche ad un certo benestare per dedicarsi
alla vita consacrata , vissuta all’epoca anche come
conseguimento di uno status sociale che riscattasse dalla
condizione di povertà, spesso di indigenza… e
lo fa col sorriso sulle labbra, con gioia come dimostra la
sua prima reazione nell’incontro col Di Francia e con
la casa che avrebbe dovuto ospitarla: ella rideva, rideva
mossa dalla sorpresa e dallo stupore per la nuova dimensione
di vita a cui il Signore la chiamava, ma ferma nel suo proposito
di sequela…..
Una donna coraggiosa Nazarena, che non si piega di fronte
alle difficoltà, ma ne ricava forza per proseguire
il suo cammino sulle orme di Cristo casto, obbediente, povero.
Questo coraggio d’amore si sposa in Nazarena con un
profondo senso del timore, che non è in lei senso di
sottomissione, o reverenzialità, ma un senso di profondo
rispetto, di amore sponsale per Cristo, suo Sposo, e filiale
per Padre Annibale, suo padre spirituale e guida…. Il
Padre Annibale è il primo a cogliere l’intelligenza,
la delicatezza, la tenerezza di Madre Nazarena, nonché
l’importanza di una presenza come la sua, e, lodando
nel Signore la sua cooperazione così si esprime : “essendo
voi stata figlia docile ed obbediente, e direi quasi compagna
fedele nelle vicissitudini, or tristi or liete “. [...]
Semplicità
ed umiltà
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[...] La semplicità della Madre
fa si che ella viva un’offerta continua di sé
, in una dimensione dilatata della propria affettività,
quale capacità d’amore, resa così
maggiormente feconda. |
“
Mio Gesù,
ti amo con la tua carità
e, per farti piacere, mi offro per mezzo del Cuore Immacolato
di Maria, come vittima di olocausto all’amore misericordioso
del tuo Sacro Cuore. Benedicimi, abbracciami, santificami
! “. |
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Ella sente nel profondo l’urgenza
dei bisogni della messe, la frequente lontananza dell’uomo
da Dio, e vorrebbe farsi preghiera.
“
Gesù ! Vorrei avere milioni di cuori per amarti
per tutti coloro che non ti amano! Vorrei avere milioni
di lingue per benedirti, lodarti, glorificarti per tutti
coloro che ti odiano e ti bestemmiano ! Vorrei moltiplicarmi
milioni di volte, per compensarti dell’abbandono
che ti fanno soffrire i cattivi cristiani nel tuo Tabernacolo
d’amore ! “. |
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