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LA MISSIONE IN RWANDA
L'ansia missionaria che il nostro Padre Annibale
M.Di Francia visse, non tanto in dimensione geografica, quanto
spirituale, noi sue figlie, cerchiamo di portarla in ogni parte
del mondo.
Nessun uomo consideriamo lontano . il renderci conto che "Dio
non ha preferenze di persone", ha portato il nostro Istituto,
il 7 gennaio del 1990, ad aprire anche una missione
a Gatare, in Rwanda - Africa Centrale, per alleviare le sofferenze
di quella gente, povera ed emarginata, in continuità con
la nostra tradizione.
La fedeltà al nostro carisma
domanda l'audacia e l'umiltà, caratteristiche del
nostro Padre Fondatore, il suo entusiasmo e la sua passione
per la messe abbandonata.
Nel 1994, a quattro anni dal nostro arrivo in Rwanda, le
ragazze,
che sentivano di essere chiamate alla vita religiosa e che
avevano aperto la porta del loro cuore a Cristo, per permettergli
di compiere cose grandi nella loro vita, erano
13.
.Il mistero della croce è il cuore della formazione
in tutte le famiglie religiose. "La vita consacrata contribuisce
a tener viva nella chiesa la coscienza che la croce è la
sovrabbondanza dell'amore che trabocca su questo mondo".
Durante le rivalità etniche del 1994 queste nostre
aspiranti si trovavano tutte in famiglia.

Fino a qualche giorno prima, erano estranee alle vicende della
guerra e il giorno dopo. delle 13 aspiranti ne sono rimaste
quattro. il resto è entrato nel martirologio cristiano che
continua a fiorire!
Avevano trovato la sorgente nella quale dissetarsi, Cristo
Gesù e chi si disseta in Lui, a sua volta, "dal suo
seno sgorgheranno fiumi di acqua viva"; nei cieli, fanno
parte della famiglia di Cristo, sono associate a Lui e partecipano
alla sua missione, alla sua vita e al suo rapporto con il Padre.
Sono
vittime innocenti del male, voci che chiamano "pace".

E' Suor
Marie Therese Uwamwiza, loro compagna, ormai figlia
del Divino Zelo, anche lei provata dal forte dolore per la
perdita di tutta la sua famiglia, che racconta ricordandole
con grande affetto. E noi siamo grate al Signore per la grazia della loro perseveranza
nella fede, per la loro vita cristiana che era già sulla
direzione definitiva della consacrazione rogazionista, per
servire la chiesa rwandese, in particolare i malati e i bambini,
che sono la parte più preziosa.

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