Padre Annibale racconta
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"Io un giorno andavo verso casa, nei primi tempi anzi nei primissimi giorni che cominciavo l'Opera. Quando mi incontro in un gruppo di persone che facevano circolo attorno a qualche cosa: era un ragazzo scemo, tutto lurido, con le labbra piene di bava e le vesti a brandelli e sudicio; e quella gente ne faceva uno spettacolo.

Io n'ebbi pietà, presi quel ragazzo per mano. lo condussi con me a casa, così quella gente si sbandò.

Giunto a casa, io ero solo con lui, perché nessuno dei miei c'era dentro. Lo presi, lo ripulii, gli detti da magiare e lo misi a letto. Poi, considerando in quel poveretto Nostro Signore, secondo la sua divina parola, mi accostai per baciarlo, intendendo baciare Gesù.

In quel momento sparì dai miei occhi quel ragazzo scemo: io vidi coricato Nostro Signore Gesù Cristo, vidi il volto di Nostro Signore Gesù Cristo con sguardo reale, penetrante, che mi colpì, m'intenerì; baciai e ribaciai il volto di Nostro Signore Gesù.
Era forse una visione d'intelligenza. Poi tutto tornò allo stato di prima.

Lo provvidi di tutto e lo rimandai. Da quel momento io ebbi un trasporto maggiore per i poveri. Quel ragazzo fu messo in un ospizio, poi non ne ho saputo più nulla."

(dagli scritti di Padre Annibale M. Di Francia)

 


 

 
 


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