INTUIZIONI VISIVE DEL ROGATE

Noi, Figlie del Rogate , conosciamo la sua arte, perché nel nostro cuore, esso vive le dimensioni più intime e le esprime con le manifestazioni più radicali e coraggiose.

Il Rogate non ci è stato insegnato, lo abbiamo ricevuto con i semi della fede nel Battesimo e, nella nostra esperienza, ha ricevuto l'innesto dell'intuizione di Padre Annibale, per cui è maturato in scelta di vita.

"... e Dio vide che era cosa buona ..., - il Rogate -, il primo giorno in Italia , e fu sera e f u mattina, secondo giorno ... in Brasile, e poi in Australia, Spagna, quindi in Filippine, Corea del sud, India, Rwanda, Albania, Bolivia , quarto giorno Messico, il quinto giorno Indonesia e il sesto giorno Camerun.
Il settimo giorno Dio si riposò, tutto era bello, tutto era buono, molto buono".
Dio contemplò!

Se poi chi ama il Rogate è un artista con la contemplazione e con il pennello della propria cultura risponde al mandato di Dio di custodire ogni cosa del creato, nella sua bellezza e nella sua intimità; di celebrare la creazione nella sua realtà, nella sua armonia e nella sua profezia.

Il Rogate è la creatura del settimo giorno , del riposo del cuore, della contemplazione! Affidata all'uomo perché la trasformi in benedizione per i fratelli, dalla contemplazione al servizio, dalla lode alla condivisione. Contemplare il Rogate nel cuore del Figlio, perché da lì sgorgano le vie della missione universale.

L'artista rogazionista è contemplativo per eccellenza, missionario per espressione, nasce dalla coerenza del Rogate, da messe non rappresentata, si delinea in buon operaio testimone dei colori dell'amore, dei movimenti della fede, dell'armonia della speranza. verso l'unità, verso la concentricità dove i suoi colori, i suoi movimenti e la sua armonia esprimono una sola realtà: il suo credo.


Suor Antonia Sgrò, Figlia del Divino Zelo, per L'Italia,
Lo esprime cosi:

PROVO' COMPASSIONE

Il Rogate è dono trinitario (tre cerchi). Padre Annibale comprese l'alto valore di tale dono per l'umanità e, nella contemplazione di Gesù Eucaristia, si accinse ad impetrarlo (ostia).

Divenne così coscienza viva di obbedienza al comando del Signore: " La messe è molta ... ROGATE" e lo consegnò in eredità alle sue figlie ed ai suoi figli.

 

È un comando che irrompe dal Cuore di Cristo (cuore) e viene compreso nella misura in cui ci si associa e si partecipa allo zelo (fiamma) del Suo Cuore restandone coinvolti.

E', infatti, da quel Cuore che sgorga la Sua COMPASSIONE per la messe abbandonata, COMPASSIONE che si continua e si riversa sulle miserie dell'umanità intera (piaga che dal Cuore continua nel mondo);

è dal Suo Cuore che vengono generati i buoni operai, membri della stessa messe (spighe);

è dal Suo Cuore che il Signore apre la Sua Mano (mano) e "sazia la fame di ogni vivente", consola i poveri, illumina i volti, dà significato all'esistenza di ogni persona e... chiama a lavorare nella sua MESSE.

 

 

 

 


 
 


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